Upamecano è il centrale del futuro: la Francia se lo coccola

Il nome è quasi incomprensibile, stessa sorte per il cognome. Ma per Dayot Upamecano, ragazzone francese dell’Alta Normandia, tutto il resto è così semplice, così naturale, così bello. Ha diciannove anni, ancora tutti da compiere: eppure, mezz’Europa è già sulle sue tracce. Difensore fisico, possente, fortuna del RedBull Salisburgo sempre più tempestato di telefonate. Ma lui, per ora, imperterrito: preferisce giocare in un campionato forse meno allenante, ma di sicuro perfetto per una maturazione graduale.

ECCO DAYOT

Upamecano nasce nell’ottobre del 1998, lo fa a Evreux, in Francia. E inizia a giocare a calcio nel Vaillante d’Angers, lasciata dopo due anni per la più famosa De Prey FC. La svolta è infatti tutta lì: viene notato dagli osservatori del Valenciennes, che non se lo fanno scappare e lo prendono subito. Intanto, la nazionale francese lo convoca, lo coccola e lo coltiva: come metà dei suoi coetanei, è sul taccuino delle principali squadre inglesi, tra cui il Manchester United. Alla fine? Va al Salisburgo, per circa due milioni di euro.
In Austria fa la spola tra la squadra satellite del Red Bull (il Liefering, che milita nella Serie B locale) e la prima squadra, dove esordisce nel marzo 2016.

Dalla stagione appena conclusa, però, Upamecano è un giocatore a pieno titolo in prima squadra: titolare sia in campionato che in Europa, continuando a far parlare di sé.
Con la Nazionale intanto ha vinto un Europeo Under 17 nel 2015: in finale ha superato la Germania, ma nei quarti aveva battuto 3-0 l’Italia dei milanisti Donnarumma e Locatelli e del palermitano Lo Faso. Quest’anno, inoltre, ha anche partecipato al Mondiale Under20: ma gli azzurri si sono vendicati…

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CARATTERISTICHE

È un centralone. Alto praticamente 1 metro e 90, di muscolatura e massa supera tranquillamente gli 80 kg. Fisicamente impressionante, ma anche aggressivo, con la marcatura stretta come unico modus vivendi. Nel gioco aereo, manco a dirlo, fa la differenza: anche in area avversaria, con più di qualche gol messo a segno. Bravo nell’anticipo: toccherebbe recuperare qualcosa in rapidità, ma c’è tempo.

Idoli? Thuram, chiaro. Che ha potuto anche conoscere quest’anno, grazie a Thiam, il figlio dell’ex Juve e compagno di Upamecano nel torneo coreano under 20.
Punti deboli, di tanto in tanto, s’intravedono: soprattutto quando si allarga a destra, magari anche da quarto di difesa. O come centrale di destra in una difesa a tre.

Insomma, può far tutto: pure il centrocampista puramente fisico. A chi si ispira? Steve N’Zonzi, ma sogna gli inserimenti di Matuidi. Ovvio: con altre caratteristiche, però con la stessa fame, la stessa voglia, le stesse origini ‘africane’.
Quella di Dayot può essere l’ennesima storia di riscatto sociale, di luce in fondo al tunnel. E pure di lezione di vita: perché ce la fa solo chi dà tutto. E spesso, chi dà tutto, è perché parte dal nulla.

Segnatevi questo nome, dunque: Upamecano. Il centrale del futuro: fisico, tecnico, con una personalità strabordante. City e Chelsea ci sono già, presto tornerà lo United alla carica. Dayot? Sogna di vestire il blu di Francia. E di alzare quella Champions League, nelle notti che sanno dare solo brividi.

 

 

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  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Werner100359