I dispositivi più famosi ignoti ai Millennials

Quante volte ci siamo stupiti quando, di fronte ai nostri ricordi legati a particolari oggetti, i ragazzi più giovani ci hanno guardato con occhi sgranati, come se chissà che diavolerie stessimo citando. L’evoluzione tecnologica del resto fa proprio questo, sostituisce gli oggetti che una volta erano di uso quotidiano con altre invenzioni più avanzate e quello che per una generazione ha segnato un’epoca, per la generazione successiva appare come qualcosa di superato, vecchio e datato. Per molti non è così, ci sono dei dispositivi che hanno fatto la storia e il cui ricordo è da custodire gelosamente ma che, purtroppo, sono ignoti ai Millennials, cioè, agli appartenenti alle nuove generazioni.

Cabine telefoniche e relativi supporti (gettoni e schede)telefono-cabina

Prima ancora dell’avvento degli smartphone, c’erano i telefonini “classici”, quelli che servivano solo per telefonare e, se tutto andava bene nella configurazione, anche per mandare degli sms, ma, prima ancora, c’erano le cabine telefoniche che sopravvivono tutt’ora in qualche angolo di strada e stanno là, immobili, come un pezzo d’antiquariato che le persone con qualche anno in più guardano con nostalgia perché sicuramente si ricordano i tempi in cui si faceva la fila per aspettare il proprio turno, si stavano ore intere al suo interno per parlare con i propri cari e s’imprecava non poco quando finiva il credito a disposizione.

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E, a proposito di questo, come non citare il mitico gettone telefonico che valeva, se la memoria non c’inganna, 200 lire e che i più audaci bucavano e legavano con uno spago per tirarlo poi fuori dalla cabina telefonica e “rubare” qualche minuto in più di conversazione.

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Il gettone venne poi sostituito dalle schede telefoniche che pure colpirono molto l’immaginario collettivo, dalle prime, più anonime e asettiche, si giunse a quelle più variopinte, commemorative, e a quelle che formavano la leggendaria “serie” da completare, tanto che prese subito piede la moda di raccoglierle per farci collezioni da esibire poi agli amici.

Floppy disk

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Agli antipodi dell’informatica o, almeno, di quella che abbiamo conosciuto noi che abbiamo qualche anno in più, non c’erano i dvd e nemmeno i cd, bensì erano molto in voga i floppy disk dalla capacità, un record per l’epoca che ora fa sorridere solo a leggerlo, di 1,44 mb. In quel supporto, che qualche anno fa apriva un mondo, ci poteva essere di tutto, giochi, programmi e utilities di vario genere e poi, come non ricordare il classico rumore di lettura del floppy che faceva il nostro pc? Cose di cui oggi molti giovani ignorano totalmente l’esistenza, ma che danno un certo magone a chi le ha vissute e se le ricorda ancora alla perfezione.

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Uno dei primi dispositivi per avere il cinema a casa fu il beneamato videoregistratore che funzionava a VHS: niente roba digitale, si viaggiava ancora in analogico e molti creavano intere videoteche personali raccogliendo le cosiddette “videocassette” dei propri film preferiti, ma anche di concerti e delle epiche imprese della propria squadra del cuore. E come dimenticarsi poi del “mercato nero” dei VHS? Sulle bancarelle delle città si trovavano venditori ambulanti che offrivano copie pirata dell’ultimo film di successo a un costo più contenuto rispetto all’originale oppure, per colore che volevano fare tutto da sé, come non citare la registrazione dei programmi preferiti? Si aspettava l’inizio del programma di fronte al televisore, si premeva il tasto “REC” per far partire la registrazione e si stava ben attenti a eliminare gli intervalli pubblicitari dalla registrazione stessa perché i minuti a disposizione sulla cassetta non erano poi infiniti, anche perché il costo dei VHS “vergini” variava in base al minutaggio e, molto spesso, per risparmiare, si compravano cassette con meno minuti a disposizione.

Audiocassetta

audiocassetta
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Al pari del VHS che serviva per la registrazione video, era molto diffuso anche un sistema per la registrazione della musica, cioè l’audiocassetta. Anche in questo caso il mercato era un po’ come quello delle videocassette: c’era un mercato ufficiale e un mercato nero dove trovare a prezzi economici le musicassette dei nostri artisti preferiti, ma anche le compilation dei festival musicali più famosi, oltre a raccolte, i cosiddetti “Best Of”, totalmente non autorizzati dai musicisti stessi. Come per i VHS anche le cassette audio si prestavano alla registrazione manuale anche se il discorso era molto più complesso rispetto alla registrazione video: se infatti, per un film, bastava mettersi davanti alla tv e gustarsi il film, per la musica bisognava passare ore intere ad ascoltare la radio, aspettare che giungesse il proprio pezzo preferito e far partire la registrazione in pochissimi secondi e, soprattutto, non fiatare durante l’esecuzione del brano stesso. E poi, quanti di noi non hanno avuto a che fare con l’audiocassetta che iniziava a fare un suono abnorme e partivano già le imprecazioni perché sapevi che si era sbobinata e dovevi passare una buona mezz’ora della tua vita a riavvolgere il nastro con l’ausilio di uno stuzzicadenti?

Cabinati

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“Dulcis in fundo” citiamo un dispositivo che ha davvero segnato un’epoca, stiamo parlando dei videogiochi in cabinato, quelli che si trovavano nei bar o nelle sale giochi e che sono stati soppiantati dalla diffusione delle console domestiche. Non si trattava di un semplice oggetto, ma era un elemento di aggregazione sociale: si andava con gli amici in sala giochi, ci si divideva come una banda organizzata di criminali e ognuno prendeva la sua “zona di competenza” dedicandosi ai games in cui era più bravo. Si formavano lunghe file per giocare ai videogiochi più di voga o di ultimo grido, come quelli con grafica 3d che iniziarono a uscire nella seconda metà degli anni ’90, oppure si era in coda (esatto, come in autostrada) per sfidare il giocatore più bravo di turno che passava ore intere a duellare contro tanti avversari, o, ancora, si formavano dei “team” tra amici, ma anche tra estranei, per giocare “in doppio” e terminare quanti più “quadri” possibili di qualche gioco a scorrimento orizzontale di successo come “Cadillacs and Dinosaurs” o “Metal Slug”: videogiochi che, insieme a tanti altri, hanno fatto la storia.

 

 

 

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