7 opere di Picasso da cercare in giro per il mondo

Siete a corto di giustificazioni per il giro del mondo che avete sempre sognato? Tranquilli: ci pensiamo noi. O meglio, ci pensa Pablo Picasso, meraviglioso artista entrato nell’immaginario collettivo come il re della pittura moderna. Nonché ‘nomade’ dell’arte, sia chiaro:  è che tra i più grandi, infatti, l’originario di Malaga è l’unico ad aver donato le proprie opere a numerosissimi musei in giro per il mondo.

Oh, e allora pensatela proprio così: come una caccia al tesoro. Anche perché le opere di Pablo Picasso, in sé, non assomigliano a nient’altro: sono una continua ricerca, scoperta, meraviglia. E tutto un riconciliarsi con se stessi, con le immagini spezzate e i sogni che viaggiano, tra una pennellata e l’altra. E tra un viaggio e l’altro, poi: New York, Berlino, Londra e… siamo solo all’inizio. L’inizio del personalissimo viaggio in compagnia di sette magnifiche opere di Pablo Ruiz y Picasso.

#1 – MUSEO PICASSO, BARCELONA

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Non potevamo non partire da qui, da Barcellona, dal museo intitolato proprio al pittore spagnolo. Perché? Semplice: qui si trova la più vasta collezione di opere ‘picassiane’. E poi è una tappa obbligatoria, in Catalogna. Tra i numerosi quadri, segnaliamo: Margot (1901), Madre con bambino malato (1903), Arlecchino (1917) e ‘Las Meninas’ (1957). Quest’ultimo è una reinterpretazione del mito Diego Velazquez.

#2 – TATE MODERN, LONDRA

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Bankside, Londra centralissima. Tra pittura e scultura, il Tate Modern ospita uno dei più belli e famosi quadri di Picasso: ‘Donna che piange’, datata 1932. Ispirato al lavoro di Matisse, la versione presente nel museo londinese è l’ultima di tantissimi tentativi da parte dell’autore. Il soggetto? Dora Maar, amante di Picasso tra gli anni Trenta e Quaranta: un lavoro intimo, quasi straziante. Di sicuro, scosso dal profondo amore nei confronti della donna.
Oltre al celebre olio su tela, dell’artista spagnolo vanno ammirati ‘I tre ballerini’ e ‘Donna nuda su una poltrona rossa’.

#3 – BERGGRUEN STAATLICHE MUSEEN, BERLINO

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È proprio vero che il genio non va in vacanza. Chiedere per credere a chi c’era, in quell’estate del 1919. Anche mentre cercava di rilassarsi in Costa Azzurra, Picasso fu colto dall’ispirazione e prese a dipingere. Cosa? “Bicchiere, bouquet, chitarra e bottiglia”. Sembra banale: non può esserlo neanche un po’. O almeno non per il museo di Berlino, che lo custodisce e lo mostra gelosamente…

#4 – MUSEO PUSKIN DELLE BELLE ARTI, MOSCA

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“L’appuntamento” non è solo quel che disperatamente cercare di ottenere con la vostra vicina di casa, ma è tanto, tanto di più. È un quadro, ad esempio: un pastello su carta, probabilmente ispirato al lavoro di Munch. All’interno, due amanti che si scambiano un bacio: ma senza volto. Invisibili. L’unica immagine realmente in grado di essere scoperta, in effetti, è totalmente astratta: è l’amore tra i due. Che scorre e riempie colori e attimi.
Dopo questa presentazione, un giro al Puskin di Mosca è praticamente d’obbligo!

#5 – COLLEZIONE MABILE, BRUXELLES

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Ah, il Belgio. Che fa pendant con ‘ah, Picasso’, se ci pensate. Bene: lungo la Collezione Mabile della capitale belga, ecco che potreste ritrovarvi davanti a “Le tre età dell’uomo”. Di che si tratta? Tre uomini di tre età diverse nello studio dell’artista. Banale, in apparenza: in realtà, il dipinto sembrerebbe una riflessione dell’autore sulla propria vita. O anche, secondo ulteriori studi, il frutto di un’esigenza sempre più pressante di riagganciarsi al tema della guerra, con le devastazioni che ne conseguono.

#6 – MOMA, NEW YORK

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Va bene: qui si va sul facile. Non poteva infatti mancare il Museum of Modern Art di New York. Che con Picasso ha un feeling niente male: non solo per il numero di opere contenute all’interno della celebre esposizione, ma per la qualità e importanza dei dipinti. Tra i più importanti, di sicuro, “Autoritratto” del 1901. Scendendo nei particolari, noterete certamente il taglio degli occhi: spalancati e ben definiti. Ecco: al contrario di tutto il resto, perso tra pennellate e accenni volutamente criptici. Del resto, cosa aspettarsi dalla massima rappresentazione dell’ego picassiano?

#7 – MUSEE DE L’ORANGERIE, PARIGI

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Renoir fonte d’ispirazione e allora conservarla a Parigi resta d’obbligo. Parliamo de ‘La grande bagnante’, tela che riprende il quadro dell’artista francese, acquistato tra l’altro proprio dal collega spagnolo nel 1920. L’opera, secondo i critici, riassume totalmente i picchi intellettuali di Picasso. Pesantezza della bagnante e leggerezza della pennellata, infatti, si contrastano in un continuo richiamo alla dolcezza della figura femminile. Dicasi sensibilità.

 

 

 

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