Alghero: un pezzo di Catalogna in mezzo al Mediterraneo

Capita che a furia di pensare a paesaggi esotici e mete lontane si finisca per trascurare quel che abbiamo in casa nostra. Che l’Italia sia uno dei paesi più belli al mondo è fuori di dubbio, ma che noi italiani talvolta ci dimentichiamo di quanto affascinante possa essere la nostra terra è un altro dato di fatto.

E così si finisce a spendere ore su Google alla ricerca della località perfetta per le prossime vacanze, spulciando ogni angolo dimenticato d’Europa. Quella che vi proponiamo in queste righe invece è una scelta a portata di mano, discretamente a buon mercato e allo stesso tempo intrigante.

Parliamo di Alghero, a pochi chilometri di distanza da Sassari, in Sardegna. Una città da poco più di quarantamila abitanti con una peculiarità: la lingua ufficiale del posto, oltre all’italiano, è il catalano.

Il motivo di questa anomalia è da ricercarsi nei libri di storia: nel 1353 i catalano-aragonesi di Bernardo de Cabrera sconfissero i genovesi, alleati con gli arborensi, e si insediarono nella città deportando la popolazione indigena nelle Baleari e nella penisola iberica come schiavi.

Da quel momento in poi Alghero – il cui nome secondo alcuni deriva da Aleguerium (alga) mentre secondo altri è una rivisitazione dell’arabo Algèr, a seguito dell’antica frequentazione delle sue coste da parte dei pirati musulmani – cambia faccia, assumendo quelle caratteristiche che si porta dietro tutt’ora: un vero e proprio frammento di Catalogna sparso nel mezzo del Mediterraneo.

Non è certo un caso che Alghero sia conosciuta anche come “Barceloneta”, ovvero piccola Barcellona: le similitudini con la città Catalana infatti, vanno oltre l’aspetto linguistico. Perché tra le vie di Alghero si respira quell’atmosfera tipica della terra che ha dato i natali a Gaudì, dal clima ai paesaggi, passando per le strette vie del centro storico, l’architettura delle case, la vegetazione.

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Nonostante le affinità, l’identità della cittadina sarda rimane distinta dalla sua sorella maggiore: Alghero non è una copia in miniatura di Barcellona e non ambisce nemmeno ad esserlo. E’ un posto unico nel suo genere, città pescatori e navigatori appartenuta per lungo tempo alla Repubblica Marinara, famosa per i suoi pregiati coralli rossi estratti, lavorati ed esportati da secoli in tutto il mondo.

Il centro storico è semplicemente delizioso, con vie strette che si ramificano senza soluzione di continuità, aprendosi a piazze e squarci mozzafiato affacciati sul mare. A seconda di dove ci si trova sembra che ad Alghero il tempo si sia fermato: i resti delle mura della città vecchia e più in generale quelli della dominazione spagnola sono ben visibili in ogni angolo. Una città fatta su misura per i turisti, facile da girare a piedi e ricca di ristoranti deliziosi per gli amanti del pesce e delle tradizioni culinarie sarde.

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Piazza Sulis, il fulcro della parte turistica della città con tanto di torre che guarda sul mare, brulica di artigiani e artisti di strada, mentre addentrandosi nei meandri del centro si può visitare la Cattedrale di Santa Maria Immacolata, uno dei monumenti principali risalente al XVI secolo.

La sera si popola di luci, colori e musica, oltre alle giornate in cui sono presenti le immancabili sagre locali alle quali i buongustai difficilmente riescono a rinunciare. Anche dopo un’intera giornata spesa a curiosare tra i mille negozietti che tempestano i vicoli più impensabili, rimane la voglia di tuffarsi nell’atmosfera della notte algherese, coccolati dal chiarore di luna che si staglia sul mare a perdita d’occhio.

Organizzandosi per tempo è possibile trovare delle soluzioni economiche sia per quanto concerne i voli, dal momento che l’aeroporto Fertilia dista pochi chilometri dalla città e ospita diverse compagnie low-cost, sia per quanto concerne una buona sistemazione per passare la notte, dagli hotel a bed&breakfast disponibili in qualsiasi formato e per qualsiasi tasca. Insomma, se prima d’ora non avevate preso nemmeno in considerazione l’opportunità di farci un salto sarebbe ora di rivedere i piani…

 

 

 

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  • L’immagine di copertina è stata originariamente pubblicata su Flickr da scarabeo150
  1. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikimedia da Gianni Careddu
  2. Questa immagine è stata originariamente pubblicata su Wikipedia da Alessio Sanna