I 5 viaggi da fare almeno una volta nella vita

Il tuo prossimo itinerario è contenuto in questi viaggi.

Viaggiare è una delle cose più belle che si possano fare. Non conta la meta, non conta staccarsi dalla stressante routine. Non conta neanche se hai vinto alla lotteria o perché va di moda. Del resto, non conta neanche ‘con chi’. Conta il motivo: viaggiare non è neanche una vera azione, ma uno stile di vita. Chi ama farlo potrà capire, perché inizia tutto dal primo viaggio: il ritorno che ti cambia e gli occhi che sembrano guardare la tua vita da una diversa prospettiva.

E poi banalmente viaggiare è bello: apre la mente, ti fa distaccare dalle tradizioni con cui sei cresciuto. Il normale non è più nulla di così scontato proprio perché la visione delle cose non lo è più. Viaggiare è dare meravigliosamente senso a mille aspetti della propria esistenza. E farne uno di questi cinque vuol dire porre una tacca importante nella clessidra che conta il tempo su questo mondo.

Indonesia, Karimunjawaindonesia

“Terra dell’acqua”. Questo significa Indonesia. Diciassettemila isole di tutte le dimensioni gettate in un mare bello ma anche dannatamente pericoloso: il terribile tsunami del 2004, ma anche l’altro del 2006, sono difficili da cancellare nella memoria collettiva di questa gente. Eppure, sono isole troppo affascinanti. Attirano come calamite per la loro bellezza disarmante e per quella sensazione di “lontano” che, anche nel Terzo Millennio, nell’era del tablet e del tutto è possibile, continua a essere alimentata a ragione. In mezzo a tutte queste terre in ammollo, però, c’è un arcipelago, piccolo e meraviglioso, 27 lembi di coralli tropicali, protetti da una riserva naturale e da un parco marino di 35 miglia nautiche d’estensione, disseminati nello stretto di mare che separa il Borneo Kalimantan da Giava. Si chiama Karimunjawa e si raggiunge con un traghetto che fa servizio continuo da Semarang fino all’isola di Keimunjawa, o, più veloce, a bordo di un Cessna, volo privato della Kura Kura Aviation, dall’aeroporto di Semerang a Central Java, fino all’isola di Kemujan.

Route 66route66

La United States Route 66 o Route 66 è stata una delle prime highway (strade nazionali) federali. E’ lunga 3755 km e collega Chicago con Santa Monica attraversando 8 stati: Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, Nuovo Messico, Arizona e California.
La strada fu inaugurata nel 1926, al tempo delle grandi carestie che colpirono le pianure del Midwest, e fu un sogno di speranza per tutti coloro che partivano per il West alla ricerca di fortuna.
Il più famoso di loro, Jack Kerouac, ce l’ha raccontata nel suo più celebre romanzo, On the road, e da allora la Route 66 è divenuta nell’immaginario collettivo il simbolo del viaggio stesso, quello libero e aperto ad ogni avventura.

Transiberianatransiberiana

La Transiberiana è l’imponente ferrovia che attraversa l’ex-impero sovietico da un capo all’altro, da Mosca a Vladivostock scorrendo una vastità impressionante di scenari naturali, tra steppe, montagne ed enormi foreste. Il treno impiega una settimana a percorrere il tragitto, ma la peculiarità di questo viaggio deriva dal fatto di essere “itinerante”: ognuno può infatti decidere di fermarsi quanto a lungo desidera in ogni tappa, esplorando in totale autonomia le aree ritenute più interessanti e affascinanti.

Gibilterra e Capo Nordcapo-nord

Sono molti i percorsi che è possibile fare alla scoperta dell’Europa, a seconda del tempo e del budget a disposizione, ma forse il più degno di nota – in grado di smentire tutti coloro che sostengono che il vero viaggio on the road sia solo appannaggio degli Stati Uniti – è quello che da Gibilterra raggiunge Capo Nord, attraversando (quasi) tutto il continente in un solo viaggio. I primi a intraprendere quest’avventura sono stati due giornalisti danesi, che hanno percorso novemila chilometri in pieno inverno a bordo di un suv, per una durata di ventisei giorni di viaggio.

Cammino di Santiago

Santiago è una città della Galizia, nel nord ovest della Spagna, dove secondo tradizione sono custodite le spoglie mortali di Giacomo il Maggiore, apostolo di Gesù Cristo. Sin dall’Alto Medioevo la cittadina galiziana ha richiamato pellegrini dalla Spagna, dalla Francia e più in generale da tutto il mondo cristiano. La tradizione si è sviluppata progressivamente, a tappe. Il Cammino di Santiago, a piedi o a cavallo, è nato dapprima nelle Asturie per poi estendersi a tutto l’Occidente.

La stagione migliore per affrontare il percorso è l’estate, quando il clima è mite e la disponibilità di ostelli, punti di ristoro e assistenza è maggiore. Naturalmente, l’inconveniente maggiore è legato al caldo: soprattutto nei periodi più afosi, è essenziale mettersi in cammino il più presto possibile, rifocillarsi durante il giorno e riprendere la marcia nel pomeriggio inoltrato, quando il sole è meno intenso. D’inverno, ovviamente, il problema principale è quello del freddo, soprattutto nell’attraversamento di tratti montani come i Pirenei.

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